Collaborazioni

Un sogno stravagante

Racconto realizzato dai ragazzi della classe IID nell’ambito del laboratorio di scrittura creativa

Durante una fredda notte invernale del remoto anno Ottocento, cinque giovani dame – Lorenza, Carla, Mercedes, Amalia e Alessia-, fecero un sogno alquanto strano…
Si trovavano in una tenebrosa selva , avvolta da una tiepida brezza che accentuava la possenza della figura che si mostrava dinanzi a loro.
Si trattava di una presenza misteriosa, dall’elegante veste, che di primo acchito ispirò loro una travolgente sensazione di sacralità. Aveva occhi gelidi ma simultaneamente riscaldati da un calore inaspettato, il suo colorito era candido ed i suoi lineamenti scavati sembravano in grado di trasmettere saggezza e severità.
Si avvicinò alle ragazze a passo lento, poiché claudicante e, trovando supporto su un brillante scettro, mostrò loro un libro dalle rifiniture dorate. Aprì il manoscritto e le ragazze notarono immediatamente, nella sua prima pagina, un tarocco variopinto.
Esso rappresentava una giovane donna, dal vestiario modesto, dai calzari vermigli e dai mossi capelli dorati. Osservando il suo volto si poteva scorgere un senso di sofferenza, causato dalla consapevolezza del suo destino: per salvare la sua famiglia dalla povertà era stata costretta a convolare a nozze con l’imperatore del suo reame.
Era affranta da questa decisione, perché era caratterizzata dalla temperanza, virtù che la spingeva a voler conservare la sua purezza.
Allora, la decrepita mano della papessa scoprì il terzo tarocco, quello del giudizio.
Esso indicava la sua decisione cruciale : volle ribellarsi fermamente alla sua famiglia e non sposarsi.
Alla luce di ciò, tutti coloro che le erano vicini, poiché desiderosi di approfittare di un’esistenza agiata e ricca di lussi, le voltarono le spalle. Ciononostante, la donna decise di seguire la sua vocazione, fuggendo.
Compare improvvisamente sulla pagina del libro il tarocco della giustizia, che trasporta le fanciulle nel convento, in cui la donna cerca di avverare il suo più grande sogno: diventare madre papessa. Ma invano: ingannata da tutte le monache, non riuscì a perseguire il suo obiettivo. A questo punto abbandonò il convento illusa e triste, per poi fare ritorno nel suo reame.
Il ritorno provocò in lei una grande vergogna.
Pochi giorni dopo, le venne in visita una persona inaspettata.
Qui l’ultima carta entra in gioco: l’Imperatore.
Era un uomo vigoroso ,di aspetto fiero, dai tratti che denotavano virilità, potenza, autorità.
Vi era un’aria tesa tra i due e la ragazza temeva le parole che sarebbero uscite dalle sue labbra. Tuttavia il loro incontro ebbe un finale lieto: infatti l’imperatore, volendo il bene della ragazza, la aiutò a realizzare il suo sogno di diventare papessa.
Si servì del suo smisurato potere per garantire felicità alla donna.
Sebbene la signora avesse usufruito di tale favore, esso non bastò per curare il vuoto che colmava il suo animo cupo: dopo tanti anni il suo viso è ancora avvilito.

Collaborazione Classico…ma non troppo / Classe 2^D Liceo Classico “Tommaso Campanella”

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